giovedì 18 dicembre 2008

(no)X(mas) party


lunedì 22 dicembre dalle ore 18.30
Redazione AgenziaX
via Pietro Custodi 12 - Milano

(no)X(mas) PARTY

aperitivo con gli autori

anteprima del libro+ cd Renegades of Funk di u.net

con brani di Esa, Tormento, Militant A, Bonnot, Donald D, Mastino e tanti altri

tutti i libri in catalogo al 40% di sconto

lunedì 15 dicembre 2008

Conflitti sotterranei

Due appuntamenti vicinissimi:

oggi pomeriggio, presso Palazzo Nuovo Occupato, a Torino
nella sala lauree di Lettere e Filosofia
ISRAELE COME PARADIGMA
Presentazione della rivista Conflitti Globali n° 6

Interverranno:
Angelo d'Orsi, docente di Storia del pensiero politico contemporaneo presso la Facoltà di Scienze Politiche di Torino
Massimiliano Guareschi, docente di Politiche globali presso l'Università di Genova
Marco Allegra, ricercatore presso il Dipartimento di Studi Politici di Torino
A seguire dibattito con i presenti.

domani, invece:

Libreria del Mondo Offeso - ore 18.30
I SOTTERRANEI DELLA RIVOLTA

Manolo Morlacchi presenta
La fuga in avanti
la rivoluzione è un fiore che non muore

Marco Philopat presenta
Roma K.O.
romanzo d'amore droga e odio di classe

martedì 9 dicembre 2008

La Grecia in rivolta


Esprimiamo tutto il nostro dolore per l'assassinio di Alexander Grigoropulos, studente quindicenne ucciso sabato notte dalla polizia, ad Atene.
La notizia è stata riportata malamente, in Italia: (quasi) nessuno racconta, a proposito di questa prima rivolta della crisi, che tutto è cominciato durante uno sciopero indetto dalle infermiere per protestare contro i tagli del governo, e che gli studenti di medicina hanno preso in ostaggio il Ministro della Sanità per un'ora per costringerlo ad ascoltarli. Inoltre: gli studenti sono in piazza insieme ai loro professori, le università sono occupate da giorni, persino i pensionati protestano nelle strade.
Vi proponiamo questo articolo di Ulisse Ognistrada, pubblicato su Senza soste che fa un'analisi lucida della situazione:


Con questo editoriale, lo confesso, voglio togliermi alcuni “sassolini” dalle scarpe, che tengo da alcuni anni, perchè credo che l'Italia sia il regno dell'ipocrisia e delle cose non dette.
Cercherò, inoltre, di astrarmi, molto difficile per me, cercando di vedere con occhi non soltano militanti, ma anche da “democratico” che cerca di porsi domande.
Certo farò dei paralelismi tra due paesi, Grecia e Italia, sorvolando sulle analisi socio economiche, che lascio ad altri ma che ritengo, nei fatti di questi giorni, ininfluenti perchè riguardano comportamenti e opportunità e non interventi politici.
Il primo parallelo con occhi di “democratico” me lo ha suggerito un tale, questa mattina al Bar. Davanti agli articoli dei giornali sui fatti di Atene si rivolge ad un amico dicendo “ certo, hanno ammazzato un ragazzino, il governo ha preso e arrestato immediatamente due poliziotti, il ministro ha chiesto pubblicamente scusa e ha rassegnato le dimissioni ( poi respinte - n.d.r. ), in Italia, invece, hanno assolto i poliziotti della Diaz e hanno detto che Carlo Giuliani è stato ammazzato per colpa di un calcinaccio” ascolto interessato la discussione quando l'interlocutore risponde, “anche il Partito Socialista ha attaccato la polizia, ha chiesto le dimissioni del governo, in Italia, per il G8 invece la preoccupazione fu trovare il capro espiatorio e furono i Black Block:I facinorosi che attaccano la polizia. Invece di condannare chi sparò in testa ad una ragazzo”.
E chiaro che il governo greco è un'istituzione formata da un partito lontano da una gestione democratica del potere e della polizia, ma è anche vero che uno stato, membro della UE, ha preso una posizione certa e immediata sui fatti , mentre tutti ricordiamo i giri di parole del governo italiano e, soprattutto, dell'opposizione sui fatti di Genova 2001.
In Italia abbiamo assistito a poliziotti incatenati davanti alla questura per protesta contro chi li accusò e condannò per i pestaggi nella caserma di Napoli, ma non si è mai vista una manifestazione di massa dei partiti della sinistra davanti ad una questura o una caserma, questo perchè si riconosce, anche davanti agli omicidi, una legittimità democratica a chi, negli anni, non negli episodi, ha ampiamente dimostrato di non saper cosa è la democrazia, nemmeno quella che un tempo definivano “borghese”.
Dal punto di vista militante il quadro, in questo parallelismno forzato, e ancora più desolante, per chi come al sottoscritto, poco importa del teatrino politico delle istituzioni e dei partiti.
La rivolta generalizzata in Grecia ci deve insegnare molto. Ci dimostra, in tutta la sua crudeltà, gli errori fatti dal movimento a Genova e dopo. Ci insegna che gli scontri non si concordano con la polizia, ci racconta di quanto fu illusorio e sbagliato l'allargamento del movimento a gruppi lontanissimi tra loro, in modalità e forme della politica, ci dà una visione corretta del concetto di “non violenza”.
Ci mostra come la sinistra anticapitalista greca ( anche quella presente in parlamento ) non si è dissociata dagli scontri e non ha cercato alibi, come fece, invece, Agnoletto a suo tempo.
Ci deve far capire fino a che punto lo stato si può permettere di reprimere e ci insegna come reagire alla crisi.
Ma più di tutto ci mostra un'altra cosa: la rivolta di domenica, che ha portato al tragico omicidio di un 15enne, è nata dalle proteste contro la riforma scolastica del governo greco, una riforma che, se messa a confronto di quella italiana, è una barzelletta, una storiella buffa in un contesto di crisi economica che la nostra generazione non immaginava nemmeno possibile.
In Italia, l'Onda ( che adesso pare più una risacca ) ha speso troppo del suo tempo nell'affermare di essere apolitica e nel differenziarsi dal '68, come se fosse una grave onta, invece di rivendicare una continuità, se non polica almeno morale, con le lotte anticapitaliste che dal vituperato '68 francese hanno rivoltato il mondo per almeno un decennio.
L'Onda, ha inutilmente invocato il Capo dello stato, come se davvero fosse garante di qualche cosa e non uno dei tanti attori ( o burattini ) delle istituzioni economiche nazionali ed internazionali.
Almeno una cosa quest'Onda divrebbe fare propria dall'esperienza del '68, dovrebbe capire e applicare una delle frasi più celebri pronunciate in quegli anni da Ernesto Che Guevara “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo”, se così fosse i giovani che oggi scendono nelle piazze contro la Riforma Gelmini doveebbero sentire come proprio il dolore che oggi sentono i giovani greci ed avrebbero sentito il dovere morale di esprimere la solidarietà dovuta, con il linguaggio che li dovrebbe accomunare, la rivolta.
Una cosa mi fa sperare ed è il comportamento tenuto dall'informazione sulla vicenda Greca. Una informazione pilotata che ha chiaramente paura che la Grecia possa simboleggiare quello che la Francia simboleggiò con il suo Maggio.
Repubblica Tv corre a dire che il ragazzo ucciso era di “buona famiglia” e che gli scontri sono creati dalla sinistra estrema che cavalca la protesta.
Il Tg1 nella notizia sulla morte del giovane greco cita testualemnte “ UCCISO PER ERRORE” mentre i due poliziotti sono stati arrestati per omicidio. Come sempre accade la TV di Stato fornisce la versione della polizia ( tra l'altro smentita pure dal governo ) e non cita i testimoni oculari che hanno fatto sì che i due poliziotti fossero arrestati.
Che davvero la Grecia del 2008 sia la Parigi del 1968?

lunedì 1 dicembre 2008

Appuntamenti sparsi

La prima settimana di Dicembre ci offre una serie di appuntamenti in giro per l'Italia:

Si incomincia con il Duka, che il 2 sarà a Bologna, presso l'università occupata, per presentare Roma K.O. e non solo. Non siamo di certo i primi a notare le affinità tra il movimento dell'Onda Anomala e quello della Pantera, che ha visto il Duka in prima linea... L'appuntamento è per le h 21 di martedì, ma siamo sicuri che dopo presentazione e reading il dibattito sarà intenso.

Il 4 doppio appuntamento: a Firenze, presso il CSO Next Emerson, dove reginazabo parlerà della Guida steampunk all'apocalisse. Dalle h 20 in poi.

A Milano, invece, presso la Galleria Blanchaert, Marco Philopat presenterà Inverno alla Grand Central con l'autore, Lee Stringer, in tour per presentare l'edizione italiana del suo romanzo, edito da nottetempo. Un'intensa narrazione di strada, nel filone del racconto orale. Dalle h 19.

Verso la fine della settimana, dopo le anteprime al Festival dei Popoli di Firenze e al Filmaker Festival a Milano, entrerà in libreria Claire Simon - La leggenda dietro la realtà, a cura di C. Chatrian e D. Persico

A chiudere la settimana ci pensa ancora reginazabo, alla libreria La Citè di Firenze, che presenta Steampunk insieme ai redattori della rivista autoprodotta Ruggine. Dalle h 19.

mercoledì 26 novembre 2008

Claire Simon a Filmaker



Verso la fine di settimana prossima sarà in libreria Claire Simon - la leggenda dietro la realtà.
Nel frattempo però lo trovate già al Filmaker Festival, che si tiene allo Spazio Oberdan di Milano, fino al 30 novembre. Claire Simon è infatti la regista a cui è dedicata la retrospettiva di quest'edizione.
Noi saremo all'Oberdan con un banchetto dei libri di Angezia X venerdì 28 novembre, dalle 18 in poi.
Vi aspettiamo, cinefili e non.

martedì 18 novembre 2008

Movimento / Movimenti


La Libreria del Mondo Offeso è un bellissimo spazio da poco inaugurato in Corso Garibaldi 50 (nel cortile interno!)che si presenta come punto d'incontro e di partecipazione, oltre a vantare una vasta scelta di volumi di narrativa e saggistica italiani.
Giovedì 20 novembre alle 18.30 ci sarà un confronto interessante a cui parteciperà anche Agenzia X con un suo autore. Eccovi tutte le informazioni:

MOVIMENTO / MOVIMENTI

L'esperienza dell'ONDA del 2008 e la memoria dei movimenti del secolo scorso.

Partecipano:

Il coordinamento dei collettivi studenteschi milanesi
Il Collettivo Studentesco AURART dell'Accademia di Brera
Marco Donati di Retescuola
Bruno Giorgini, ricercatore della facoltà di Fisica di Bologna ed ex esponente del Movimento del '77
Alessandro Bertante autore di Contro il '68 (Agenzia X)
Vincenzo Latronico autore di Ginnastica e rivoluzione (Bompiani)

Ingresso libero.

venerdì 14 novembre 2008

Toxic asset, toxic learning

Gli Stati occidentali che hanno smantellato i sistemi di welfare si sono ridotti a ingoiare toxic asset, voi cercate di non inghiottire toxic learning! Avrete già fatto un passo in avanti per vivere meglio.

In occasione della manifestazione dell'Onda Anomala a Roma, vi segnaliamo un lucidissimo testo di Sergio Bologna a proposito della situazione dell'unversità, della politica italiana e della crisi economica globale. Si tratta di un intervento proposto dopo un incontro all’Università di Siena, organizzato dal Centro ‘Franco Fortini’ nella Facoltà di Lettere occupata, il 6 novembre 2008.

State vivendo un’esperienza eccezionale, l’esperienza di una crisi economica che nemmeno i vostri genitori e forse nemmeno i vostri nonni hanno mai conosciuto. Un’esperienza dura, drammatica, dovete cercare di approfittarne, di cavarne insegnamenti che vi consentano di non restarvi schiacciati, travolti. Non avete chi ve ne può parlare con cognizione diretta, i vostri docenti stessi la crisi precedente, quella del 1929, l’hanno studiata sui libri, come si studia la storia della Rivoluzione Francese o della Prima Guerra Mondiale.
Ho letto che l’Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti prevede che nel 2009 un quarto dei lavoratori americani perderà il posto.
Qui da noi tira ancora un’aria da “tutto va ben, madama la marchesa”, si parla di recessione, sì, ma con un orizzonte temporale limitato, nel 2010 dovrebbe già andar meglio e la ripresa del prossimo ciclo iniziare. Spero che sia così, ma mi fido poco delle loro prognosi.
Torno da un congresso che si è svolto a Berlino dove c’erano i manager di punta di alcune delle maggior imprese multinazionali, con sedi in tutto il pianeta, gente che vive dentro la globalizzazione, che dovrebbe avere il polso dei mercati, gente che tratta con le grandi banche d’affari e con i governi. Mi aspettavo un po’ di chiarezza, qualche prognosi meditata. Balbettii, reticenze, sforzi per minimizzare, qualcuno che fa saltare la conferenza all’ultimo minuto perché richiamato d’urgenza. Pochissimi quelli che hanno parlato chiaro dicendo che la cosa è molto seria, che nessuno sa come andrà a finire e che le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

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