riceviamo e pubblichiamo.
in un periodo piuttosto nero, un'altra inquietante azione repressiva a Bologna...
questa mattina all'alba BARTLEBY, il nuovo spazio occupato dell'Università, è stato SGOMBERATO dalla polizia.
gli occupanti non hanno opposto resistenza, ma hanno creato un corteo diretto al rettore, per chiedere una risposta a quest'atto di forza.
si sono trovati l'ingresso sbarrato dalla POLIZIA, che sta cercando di bloccarli con la forza.
diversi ragazzi sono stati manganellati; una RAGAZZA, COLPITA violentemente alla testa, è stata portata in ospedale.
questa è la risposta: alla cultura dialogante che abbiamo prodotto è stata opposta la violenza muta del manganello.
INVITIAMO TUTTI A RAGGIUNGERCI E SOSTENERCI ALL'INGRESSO DEL RETTORATO,
VIA ZAMBONI 33,
NOI NON CE NE ANDIAMO, NON ABBIAMO FRETTA,
NON CE NE ANDREMO FINCHE' NON AVREMO UNA RISPOSTA SODDISFACENTE.
NOI CI SIAMO, TU?
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lunedì 6 aprile 2009
giovedì 29 gennaio 2009
Alfredo Jaar per COX 18
Alfredo Jaar, l'artista fino a pochi giorni fa in mostra all'Hangar Bicocca e allo Spazio Oberdan con It is difficult e con la serie Questions questions (in cui si chiedeva: "cos'è la cultura?" "la cultura dell'emergenza" "alla ricerca della cultura a Milano".) ha scritto un testo in difesa di Cox 18 in cui invita tutti i milanesi a difendere lo spazio e definisce lo sgombero un "crimine e vero e proprio".
vi preghiamo di diffonderlo con ogni mezzo.
http://www.petitiononline.com/cox18/petition.html
Il divario tra la cultura italiana e la situazione attuale è scioccante e aumenta di giorno in giorno.
Questo vuoto è causato da numerosi problemi strutturali, come l’assegnazione politica di posizioni culturali che vengono rimpiazzate da ogni nuovo governo. In queste circostanze la continuità e la profondità dell'impegno sono impossibili.
Un altro problema che non si riesce ad affrontare è la mancanza di musei d'arte contemporanea e di istituzioni simili, completamente dedicati alle arti visive e alla cultura. Se paragonati per esempio a quelli di Germania, Francia o Spagna, i numeri dell'Italia sono incredibilmente miseri. Questo è davvero drammatico e assurdo.
Ciò ha penalizzato enormemente la visibilità nel mondo degli artisti e degli intellettuali italiani, che sono costretti a emigrare.
Di fronte a un panorama talmente triste e desolato, gli artisti e gli intellettuali italiani sono stati costretti ad affrontare in prima persona questo impellente argomento. È una questione di pura sopravvivenza.
È così che sono nati luoghi come Cox 18. Creati da artisti e da intellettuali per artisti e intellettuali, sono gli spazi culturali più generosi delle città e hanno un ruolo fondamentale di cui non si fa carico nessun'altra istituzione. Sono spazi aperti, liberi, multidisciplinari e democratici. Cox 18 è un centro sociale storico che ospita anche la libreria Calusca e l'Archivio Primo Moroni. Cox 18 e altri spazi, come per esempio la Casa degli Artisti, hanno un'importanza vitale per la sopravvivenza della cultura italiana. Una cultura viva deve essere creatrice e Cox 18 crea cultura, la condivide con tutti i milanesi e gli italiani. La protegge. La accudisce con tenerezza. La cultura è la sua raison d’être.
Cox 18 è uno spazio di speranza.
Oggi si trova sotto l’assedio di un governo autenticamente fascista, che non capisce il termine cultura. Che non riconosce la cultura come elemento fondamentale della vita.
La mia opera artistica non esisterebbe senza Gramsci, Pasolini o Ungaretti. Quando ho creato il mio progetto pubblico Questions, Questions per le strade di Milano, stavo rendendo partecipi i milanesi delle mie paure in merito alla cultura italiana. L’attuale realtà di Cox 18 e di altri spazi simili sono una drammatica conferma di questi timori.
Milano si deve mobilitare per fermare questo crimine. Perché si tratta di un crimine vero e proprio, perpetrato davanti ai nostri occhi increduli. Ci sono già stati fin troppi delitti. Ora basta. La cultura italiana si merita di meglio.
Alfredo Jaar, 29 Gennaio 2009
(traduzione di Andrea Scarabelli)
The gap between Italian culture and its present reality is shocking and growing every day.
This vacuum is caused by many structural problems like the political appointment of cultural positions that are replaced with every new government. Under these conditions continuity and depth are impossible.
Another intractable problem is the lack of contemporary art museums and similar Institutions fully dedicated to the visual arts and culture. Compared to Germany, France or Spain, for example, the numbers for Italy are incredibly poor. It is truly dramatic and absurd.
This has greatly affected the visibility of Italian artists and intellectuals around the world. They are forced to emigrate.
In the face of such sad and desolate panorama, Italian intellectuals and artists have been forced to take this urgent matter in their own hands. It is simply a matter of survival.
This is how institutions like Cox 18 were born. Created by artists and intellectuals for artists and intellectuals, they are the most generous cultural spaces of the city and play a fundamental role that no other institution plays. They are open, free, multi-disciplinary, and democratic. Cox 18 is an historical social center that also hosts the bookstore Calusca and the archives of Primo Moroni. Cox 18 and other institutions like Casa degli Artisti for example, are vital for the survival of Italian culture. A living culture is one that creates, and Cox 18 creates culture, and shares it with all the citizens of Milan and Italy. It preserves it. It cherishes culture. Culture is its reason d’etre.
Cox 18 is a space of hope.
Today it finds itself under assault by a truly fascist government that doesn’t understand the word culture. That doesn’t recognize the concept of culture as a fundamental element of life.
My work as an artist would not exist without Gramsci, Pasolini or Ungaretti. When I created my public project Questions, Questions for the streets of Milan, I was sharing my fears about Italian culture with the citizens of Milan. The present reality of Cox 18 and the others is a dramatic confirmation of those fears.
Milan must mobilize to stop this crime. Because it is truly a crime being perpetrated in front of our incredulous eyes. There have been too many crimes already. Enough is enough. Italian culture deserves better.
Alfredo Jaar, 29 January 2009
vi preghiamo di diffonderlo con ogni mezzo.
http://www.petitiononline.com/cox18/petition.html
Il divario tra la cultura italiana e la situazione attuale è scioccante e aumenta di giorno in giorno.
Questo vuoto è causato da numerosi problemi strutturali, come l’assegnazione politica di posizioni culturali che vengono rimpiazzate da ogni nuovo governo. In queste circostanze la continuità e la profondità dell'impegno sono impossibili.
Un altro problema che non si riesce ad affrontare è la mancanza di musei d'arte contemporanea e di istituzioni simili, completamente dedicati alle arti visive e alla cultura. Se paragonati per esempio a quelli di Germania, Francia o Spagna, i numeri dell'Italia sono incredibilmente miseri. Questo è davvero drammatico e assurdo.
Ciò ha penalizzato enormemente la visibilità nel mondo degli artisti e degli intellettuali italiani, che sono costretti a emigrare.
Di fronte a un panorama talmente triste e desolato, gli artisti e gli intellettuali italiani sono stati costretti ad affrontare in prima persona questo impellente argomento. È una questione di pura sopravvivenza.
È così che sono nati luoghi come Cox 18. Creati da artisti e da intellettuali per artisti e intellettuali, sono gli spazi culturali più generosi delle città e hanno un ruolo fondamentale di cui non si fa carico nessun'altra istituzione. Sono spazi aperti, liberi, multidisciplinari e democratici. Cox 18 è un centro sociale storico che ospita anche la libreria Calusca e l'Archivio Primo Moroni. Cox 18 e altri spazi, come per esempio la Casa degli Artisti, hanno un'importanza vitale per la sopravvivenza della cultura italiana. Una cultura viva deve essere creatrice e Cox 18 crea cultura, la condivide con tutti i milanesi e gli italiani. La protegge. La accudisce con tenerezza. La cultura è la sua raison d’être.
Cox 18 è uno spazio di speranza.
Oggi si trova sotto l’assedio di un governo autenticamente fascista, che non capisce il termine cultura. Che non riconosce la cultura come elemento fondamentale della vita.
La mia opera artistica non esisterebbe senza Gramsci, Pasolini o Ungaretti. Quando ho creato il mio progetto pubblico Questions, Questions per le strade di Milano, stavo rendendo partecipi i milanesi delle mie paure in merito alla cultura italiana. L’attuale realtà di Cox 18 e di altri spazi simili sono una drammatica conferma di questi timori.
Milano si deve mobilitare per fermare questo crimine. Perché si tratta di un crimine vero e proprio, perpetrato davanti ai nostri occhi increduli. Ci sono già stati fin troppi delitti. Ora basta. La cultura italiana si merita di meglio.
Alfredo Jaar, 29 Gennaio 2009
(traduzione di Andrea Scarabelli)
The gap between Italian culture and its present reality is shocking and growing every day.
This vacuum is caused by many structural problems like the political appointment of cultural positions that are replaced with every new government. Under these conditions continuity and depth are impossible.
Another intractable problem is the lack of contemporary art museums and similar Institutions fully dedicated to the visual arts and culture. Compared to Germany, France or Spain, for example, the numbers for Italy are incredibly poor. It is truly dramatic and absurd.
This has greatly affected the visibility of Italian artists and intellectuals around the world. They are forced to emigrate.
In the face of such sad and desolate panorama, Italian intellectuals and artists have been forced to take this urgent matter in their own hands. It is simply a matter of survival.
This is how institutions like Cox 18 were born. Created by artists and intellectuals for artists and intellectuals, they are the most generous cultural spaces of the city and play a fundamental role that no other institution plays. They are open, free, multi-disciplinary, and democratic. Cox 18 is an historical social center that also hosts the bookstore Calusca and the archives of Primo Moroni. Cox 18 and other institutions like Casa degli Artisti for example, are vital for the survival of Italian culture. A living culture is one that creates, and Cox 18 creates culture, and shares it with all the citizens of Milan and Italy. It preserves it. It cherishes culture. Culture is its reason d’etre.
Cox 18 is a space of hope.
Today it finds itself under assault by a truly fascist government that doesn’t understand the word culture. That doesn’t recognize the concept of culture as a fundamental element of life.
My work as an artist would not exist without Gramsci, Pasolini or Ungaretti. When I created my public project Questions, Questions for the streets of Milan, I was sharing my fears about Italian culture with the citizens of Milan. The present reality of Cox 18 and the others is a dramatic confirmation of those fears.
Milan must mobilize to stop this crime. Because it is truly a crime being perpetrated in front of our incredulous eyes. There have been too many crimes already. Enough is enough. Italian culture deserves better.
Alfredo Jaar, 29 January 2009
martedì 27 gennaio 2009
La famiglia Moroni risponde alla Moratti
Riportiamo il comunicato stampa della famiglia Moroni in merito alle pretese avanzate ieri da Letizia Moratti sull'Archivio Primo Moroni.
Oggi abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco Letizia Moratti avrebbe intenzione di occuparsi dei materiali dell'Archivio Primo Moroni e che vorrebbe addirittura spostarli in una non meglio identificata sede del Comune di Milano.
Se questa giunta avesse avuto minimamente a cuore l'Archivio Primo Moroni non avrebbe mandato ingenti forze di polizia e militarizzato un intero quartiere per sgomberare il centro sociale Cox 18, cercando di bloccarne la più che trentennale attività e impedendo la libera fruizione sociale dei materiali dell'Archivio e della Calusca City Lights.
Se a muoverla fosse stato qualcosa di diverso da una volontà di mostrare i muscoli la cui protervia è pari solo all'ignoranza e all'avidità già dimostrate in troppe altre occasioni, avrebbe invece rispettato la loro collocazione nel luogo in cui Primo aveva deciso dovessero stare.
Ribadiamo quindi che per noi familiari la sede naturale dell'Archivio Primo Moroni è il centro sociale di via Conchetta 18 e che se questa amministrazione s'illude di fare diversamente incontrerà la nostra più ferma opposizione.
Cox 18, l'Archivio Primo Moroni e Calusca City Lights sono affasciati e difesi da quella solidarietà attiva che si è espressa durante tutti questi giorni. Non si toccano.
Sabina, Maysa, Anna e Chiara, familiari di Primo Moroni
Oggi abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco Letizia Moratti avrebbe intenzione di occuparsi dei materiali dell'Archivio Primo Moroni e che vorrebbe addirittura spostarli in una non meglio identificata sede del Comune di Milano.
Se questa giunta avesse avuto minimamente a cuore l'Archivio Primo Moroni non avrebbe mandato ingenti forze di polizia e militarizzato un intero quartiere per sgomberare il centro sociale Cox 18, cercando di bloccarne la più che trentennale attività e impedendo la libera fruizione sociale dei materiali dell'Archivio e della Calusca City Lights.
Se a muoverla fosse stato qualcosa di diverso da una volontà di mostrare i muscoli la cui protervia è pari solo all'ignoranza e all'avidità già dimostrate in troppe altre occasioni, avrebbe invece rispettato la loro collocazione nel luogo in cui Primo aveva deciso dovessero stare.
Ribadiamo quindi che per noi familiari la sede naturale dell'Archivio Primo Moroni è il centro sociale di via Conchetta 18 e che se questa amministrazione s'illude di fare diversamente incontrerà la nostra più ferma opposizione.
Cox 18, l'Archivio Primo Moroni e Calusca City Lights sono affasciati e difesi da quella solidarietà attiva che si è espressa durante tutti questi giorni. Non si toccano.
Sabina, Maysa, Anna e Chiara, familiari di Primo Moroni
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lunedì 26 gennaio 2009
Manifestazione di sabato 24 per COX 18: una cronaca.

Proseguono le iniziative per COX 18: oggi a piazzale marino fino a notte in piazzale Marino:
- Riapre la libreria Calusca: banchetto di libri, riviste, autoproduzioni
- Teatro e musica con:
Walter Leonardi, Chinaski, Flavio Pirini, Folco Orselli, Cesare Basile, Angelo Pisani, Lucia Vasini, Paolo Rossi.
Per far sentire alla Moratti di cosa ne pensiamo della sua nuova uscita con cui afferma di volersi appropriare dell'Archivio Moroni... leggete il blog di Conchetta per credere!
Riportiamo ora una cronaca diretta, personale ma obiettiva della straordinaria manifestazione di sabato, che i giornali hanno vergognosamente fatto passare sotto silenzio, focalizzandosi su violenze e danneggiamenti inesistenti.
Il brano che riportiamo è di un nostro amico, Andrea Gessner, che ringraziamo, e che esprime perfettamente il sentimento della città di Milano di fronte a uno sgombero talmente insensato (oltre che - ribadiamolo - illegittimo).
COX 18 - UNA CRONACA DI SABATO 24 GENNAIO
Visto che i giornalisti che lavorano per i giornali (manifesto escluso) non sanno farlo, qualcuno deve raccontare quello che è successo ieri.
parto la mattina da roma: lì piove, a firenze ancor più, da modena a oltre fiorenzuola cadono fiocchi che sembrano già palle di neve. A milano è grigio, fa freddo: è una giornata ferma, seria. Sembra proprio di stare a milano. Sembra che oggi non sia giorno per ironie.
Voloacasapermollareleborse, mi cambio prendo un cappuccino caldo perché so che farà un cazzo di freddo. In metrò la gente che deve scendere a porta genova ha l’espressione tesa, tirata. Non si parla molto.
Dalla via vigevano si sentono i primi cori, i primi canti.
In piazza 24 maggio ecco andrea con caterina, ecco marco, c’è anche alessandro, sta con antonio, con loro c’è gabriele. Arriva simone con ginevra, poi l’altro simone, con c., che se ne va subito. Di lontano vedo andrea, ancora uno.
Siamo qui con mille altri duemila tremila chi lo sa, perché il comune ha dato ordine illegalmente di sgomberare illegalmente il conchetta, il cox 18, un posto dove tutti siamo stati, per bere una birra, per ballare, per parlare, per sentire qualcosa, per trovare un libro. Quello che vuoi.
Illegalmente perché c’è una causa in corso tra l’associazione che lo gestisce e il comune con udienza fissata a giugno 2009.
Illegalmente perché è lì da più di 30 anni e c’è ancora una cosa che si chiama uso capione.
Illegalmente.
(Lo spaventoso decorato ha dichiarato che lui li vuole chiudere tutti i centri sociali, perché sono realtà borderline. Borderline. Chissà perché mi viene in mente l’arte degenerata).
Il concentramento di gente pare un po’ teso, non tira una bella aria. La gente è incazzata nera. Il corteo sta per partire, ritarda perché la polizia o i carabinieri hanno fermato due che volevano venire, poi rilasciati dopo circa tre ore. Mi dicono che davanti non ci saranno problemi, non vogliono problemi, dietro qualcuno può voler fare un po’ casino. Piano piano si parte, percorriamo corso di porta ticinese, poi svoltiamo a destra sui navigli, e lì rivedo andrea e caterina e lorenza che stanno in cordone; mi cordono con loro. Stefano sta facendo le foto per qualche agenzia. Svoltiamo a sinistra in corso italia. dal pulmino che apre il corteo, anticipato solo dalle ragazze del cox 18, qualcuno parla, a turno. Dal corteo partono slogan contro “decoratopezzodimmerda” contro la moratti “letiziamoratti non hai capito niente, conchetta 18 non si vende”. Conchetta 18 non ha paura. Il microfono ricorda come stanno le cose, alcuni di quelli che parlano sono pacati, altri incazzati come dei puma, alcuni ricordano alfredo jaar e la sua domanda rivolta alla città in questi tempi: cos’è la cultura? Altri ricordano ferlinghetti, il beat, hovistolementimiglioridelmiotempo, On the road. Al duomo il microfono ricorda primo moroni con l’immagine del catcher in the rye, un salvatore - il giovane holden e tutto il resto – e cresce questo strano slogan “questi libri sono la nostra storia” , cresce come un’onda, prima piano poi sempre più forte - la voce che lo scandisce diventa ferma precisa drammatica urla – una frase che non fa rima non rimanda a chissà quale immagine, però davanti al duomo si sentono migliaia di persone che urlano a tutto fiato “questi libri sono la nostra storia” - una cosa incredibile. Malgrado siano tutti furibondi si mantiene la calma, non si cerca lo scontro fisico, la rabbia la si urla. Ci guardiamo intorno dietro davanti: cazzo siamo tantissimi. Pensi che se sei così tanti puoi fare delle belle cose. “chiediamo ascolto - ci danno polizia - è questa la loro - democrazia”. Possiamo farci ascoltare.
C’è anche otta in corteo, racconta del biko. Da qualche parte c’è anche alem. Arriva betta, si cordona a noi, poi ecco fabrizio e giulia. dal duomo abbiamo girato in via torino, stiamo ormai tornando indietro, è ormai buio. Fa freddo, freddissimo. Ci scaldiamo urlando e camminando e parlando e fumando.
Fa freddo cazzo un gran freddo. Si continua su via cesare correnti – che dio lo abbia in gloria e non si sa il perché – poi verso la stazione di porta genova, sempre più stanchi, infreddoliti, cazzo contenti, incazzati come spie. Ma lo vedete quanti siamo? Ma vi rendete conto? Ma lo sapete quel che fate? sono le domande che nascono normali. In via vigevano spunta dado, ma massi non c’è, è a casa; ecco i bengala, ecco i fotografi dei giornali che arrapati come dodicenni skattano: mio dio accendono i bengala. i bengala. mio dio. Domani questa la pubblicano. C’è violenza. C’è kasino. No. Niente di questo. C’è un corteo di gente inkazzata che arriva in piazza 24 maggio, come alla partenza. Ma non c’è più antonio scurati, non c’è più gabriele salvatores. Quelli avevano da fare, scrivere lavorare, cose. Sono andati via al concentramento. Non hanno fatto un metro di corteo. Ma ai giornalisti presenti questo non interessa. Hanno intervistato loro, il nome, il simbolo, chissà cosa si immaginano. No, qui c’è popolo. Ma non interessa a nessuno: niente interviste, nessuna curiosità, a parte il manifesto chesempresialodato. Poi due pirla tirano due raudi sulla polizia, superando con preciso lancio il cordone di protezione alla madama fatto dai fichissimi attivisti del conchetta. Un poliziotto/carabiniere si fa male alla mano. Dispiace. Ma se qualche bella testa non avesse avuto la pensata di chiudere il conchetta, tutto ciò non sarebbe stato. Neanche una mano ferita ci sarebbe stata. Neanche una, cazzo. Questo è quanto. Come un miracolo, un corteo spontaneo di migliaia di persone incazzate si scioglie da solo, senza gravi problemi.
Un ferito lieve, una trentina di taggatori, diecimila persone in corteo. Cosa colpisce di più?
Da quanto non capitava?
Questo giorno è un gran giorno per noi, per milano, per la dignità di un pensiero diverso, per il rispetto dell’essere minoranza.
E che cosa cazzo abbiamo letto nei giornali – il manifesto escluso?
Andrea Gessner
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venerdì 23 gennaio 2009
CONTRO LO SGOMBERO DI COX18

Ieri mattina, con un blitz all'alba che ha bloccato militarmente il quartiere, è stato sgomberato il CSOA COX18, che ospita anche la Libreria Calusca e l'importantissimo Archivio Primo Moroni.
Non possiamo fare finta di niente davanti a un atto gravissimo e insensato come questo.
Agenzia X esprime tutta la sua solidarietà con il Cox, appoggia e partecipa a tutte le manifestazioni e le iniziative in sua difesa in questi giorni.
Per firmare la petizione online cliccate QUI
Ecco invece il comunicato ufficiale della riunione all'USI di ieri sera.
Venite domani al corteo e diffondete!
Appello per iniziative in solidarietà con Cox 18 di oggi, venerdì 23 gennaio 2009
Riprendiamoci Cox 18, la Calusca e l’archivio Primo Moroni
Il 22 gennaio 2009 alle 7.00 del mattino un centinaio di poliziotti è entrato nel Centro Sociale Conchetta, fondato più di 33 anni fa, e della libreria Calusca nata nel 1971 e del prezioso e storico archivio Primo Moroni..
la risposta della città è stata tempestiva, in breve si sono radunati davanti ai blindati delle forze dell’ordine molti compagni, amici, abitanti del quartiere.
Si tratta di uno sgombero illegale che non tiene conto di una causa intentata dal comune al centro nel mese di luglio 2008 per la riappropriazione dei locali, una vertenza ancora in corso. Il vicesindaco De Corato, da sempre in prima linea contro le realtà cittadine non omologate, scarica su questore e prefetto la responsabilità dell’operazione. Il Pubblico Ministero sostiene di essere stato avvisato a giochi fatti. Poco importa, tutti, invece, concordano che 1’importanza dell'operazione è che il Comune non perda il valore dell’area. Si tratta di una questione “patrimoniale”, come se questo bastasse a spiegare e a giustificare tutto.
Il risultato, al momento, vede il centro sigillato, con tutti i materiali dentro, compresi i libri e le riviste della libreria e dell’archivio. Il Centro Sociale Conchetta, la Calusca, l’Archivio Primo Moroni rappresentano un pezzo di storia importante, e testimoniano oggi la possibilità di eludere il principio di mercificazione. Con essi, in buona compagnia: diversi altri centri sociali, luoghi di libero accesso e libero scambio, i servizi essenziali, il diritto di esistenza, sempre più minacciato dall’esistenza del diritto, e il diritto alla diversità.
La loro sopravvivenza deve essere la sopravvivenza della libertà di agire, di farci padroni del nostro futuro, di non essere pesati per quanto possiamo / sappiamo / vogliamo spendere.
Per quanto ci riguarda non consideriamo chiusa la partita, riconosciamo chi rifiuta l’omogeneità del pensiero unico del mercato: ci vogliono compatibili, compratori comperabili, ordinati e consenzienti. Resteremo ciò che sappiamo essere, ciò che siamo: originali, comunicanti, disomogenei.
Chiediamo a tutti di farsi carico di un pezzo di questo percorso, che è percorso di tutti.
Stasera ore 18.30, nella piazza di fronte alla stazione di Porta Genova: Volantinaggio per il quartiere
Alle 21.30 concerto sotto l’arco di piazza XXIV maggio
DOMANI MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER Cox18.
Concentramento ore 15.00 in piazza XXIV maggio.
I compagni e le compagne di Milano presenti ieri sera all’assemblea cittadini presso la sede USI di viale Bligny.
La giornata di ieri...
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giovedì 22 gennaio 2009
COX18 - SGOMBERO
Questa mattina la notizia dello sgombero di Cox18.
il presidio e il congelamento dell'azione del comune.
tra poco alle 15.30 davanti a palazzo marino.
venite.
il presidio e il congelamento dell'azione del comune.
tra poco alle 15.30 davanti a palazzo marino.
venite.
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